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1.1 Che cos’è la droga? Droga   è   ogni   sostanza,   di   origine   naturale   o   preparata   per   sintesi   chimica,   che   comunque   introdotta   nel   nostro   organismo determina   modificazioni   psichiche   tali   da   suscitare   in   taluni,   ma   non   necessariamente   in   tutti,   un   impellente   desiderio   di ripeterne   a   più   riprese   l'assunzione.   Questo   desiderio   viene   chiamato   dipendenza.   Il   termine   inglese   "addiction"   che   in   italiano viene tradotto con dipendenza, significa desiderio di assumere una sostanza anche per evitare una sindrome d'astinenza. La   dipendenza   però   non   si   manifesta   solamente   con   la   sindrome   d'astinenza,   ma   si   manifesta   con   un   "abito   mentale"   che   è qualcosa   di   diverso   e   che   consiste,   nel   porre   la   droga   a   un   posto   molto   elevato   nella   scala   dei   valori.   Occorre   inoltre   fare attenzione al fatto che la "dipendenza" è tipica di moltissimi farmaci (ad esempio: purganti, ansiolitici, amfetamine). 1.2 Cosa è una sindrome d’astinenza? Una   serie   di   manifestazioni   fastidiose   derivanti   dalla   mancata   assunzione   di   una   sostanza.   La   sindrome   d'astinenza   è   un complesso   di   sintomi,   riprova   dell'esistenza   di   una   dipendenza   fisica.   Una   peculiare   proprietà   delle   droghe   voluttuarie   è   infatti quella   di   creare   una   condizione   di   dipendenza   che   si   manifesta   sia   come   desiderio   compulsivo   del   farmaco,   sia   con   la   comparsa di   disturbi   psichici   e   somatici   come   conseguenza   dell'interruzione   forzata   del   suo   impiego   (sindrome   di   astinenza).   Le   classiche manifestazioni   della   sindrome   di   astinenza   da   morfina   ed   eroina   compaiono   in   genere   8-12   ore   dopo   l'ultima   somministrazione, raggiungono   il   massimo   di   intensità   fra   la   trentaseiesima   e   la   quarantottesima   ora   e   recedono   dopo   72-96   ore.   I   sintomi   più comuni   comprendono:   lacrimazione,   tremori,   tachicardia,   ipertensione   arteriosa,   anoressia,   nausea,   vomito,   diarrea,   crampi addominali,   pilo   erezione,   dolori   ossei,   muscolari   ed   articolari,   caratteristiche   sono   anche   l'ansia   e   l'insonnia.   La   gravità   della sindrome   astinenziale   dipende   dal   livello   della   dipendenza   ma   spesso   può   essere   legata   al   concorso   di   altri   fattori   il   cui accertamento   può   essere   molto   difficoltoso   quali   ad   esempio   l'abuso   di   più   droghe,   la   presenza   di   particolari   note   costituzionali nell'individuo,    l'attitudine    alla    simulazione,    ecc.    La    sindrome    di    astinenza    da    metadone    è    più    lenta    ad    insorgere    ed    ha andamento più prolungato di quella da morfina o da eroina. 1.3 Tipi di droghe ALLUCINOGENI:   Sostanze   capaci   di   indurre   allucinazioni,   illusioni   ed   idee   deliranti,   fra   i   principali   si   possono   ricordare:   LSD, DOM, STP, psilocibina, bufotenina, ibogaina, mescalina. AMFETAMINE: Sono degli stimolanti che inducono insonnia, sicurezza di se, diminuzione del senso della fatica e dell'appetito. ANSIOLITICI:   Sono   farmaci   che   diminuiscono   l'ansia   e   possono   indurre   sonno.   Sono   di   amplissimo   impiego   in   terapia   ed   i principali sono le benzodiazepine quali: Librium, Valium, Nobrium, Mogadon, Tavor, En, Roipnol, ecc. CANAPA   INDIANA:   Pianta   da   cui   derivano   Marijuana,   hascisc   e   olio   di   hascisc.   nabinolo,   è   il   responsabile   degli   effetti   voluttuari tra cui variazioni dell'umore, del comportamento, della memoria e dei riflessi. COCAINA:   Sostanza   ricavata   dalle   foglie   di   un   arbusto   delle   Ande,   l'Erythroxylon   coca   possiede   effetti   stimolanti   con   aumento della vigilanza e sensazione di energia. Si presenta come una polvere bianca che viene sniffata, cioè inalata. CRACK:   Particolare   preparazione   di   cocaina   che   può   indurre   gravi   reazioni   tossiche.   E,   generalmente   fumato   in   pipe   di   vetro   o di metallo. ENDORFINE:   Sostanze   presenti   normalmente   nell'organismo   che   possiedono   molti   degli   effetti   degli   oppioidi.   Sono   coinvolte nel determinismo della tolleranza e nella sindrome di astinenza da eroina. EROINA:   E'   un   prodotto   di   trasformazione   chimica   della   morfina   che   viene   generalmente   utilizzata   dal   tossicodipendente   per iniezione endovenosa; può però, in alcuni casi anche essere sniffata. Ha effetti tranquillizzanti ed estranianti dal mondo reale. FENCICLIDINA: Droga sintetica con spiccatissimo effetto eccitante che può essere fumata o sniffata. HASCISC:   E'   un   derivato   della   Canapa   indiana   da   cui   si   ottiene   mediante   essicazione   dell'essudato   resinoso.   Si   presenta   per solito   come   una   tavoletta   di   colore   variabile   dal   giallo,   al   marrone   al   nero   e   serve   per   confezionare   sigarette.   I   suoi   effetti   sono quelli della Canapa (vedi). LSD: Allucinogeno molto potente scoperto nel 1943. MARIJUANA:   Tabacco   grossolano,   grigio-verdastro   derivato   dalla   Canapa   indiana   con   cui   si   confezionano   sigarette.   Ha   gli stessi effetti della canapa (vedi). METADONE:   E'   un   composto   preparato   per   sintesi   chimica   che   ripete   quasi   in   tutto   gli   effetti   dell'eroina   e   viene   utilizzato   per   via orale, con scarsi risultati, per la disintossicazione degli eroinomani. MORFINA: Principio attivo dell'oppio da cui deriva l'eroina. E' utilizzata in terapia come antidolorifico molto potente. NEURODEPRIMENTI:   Sostanze   che   tendono   ad   indurre   sonno   e   depressione.   Tra   i   principali   si   annoverano:   barbiturici, glutetimide, meprobamato, benzodiazepine. OLIO   DI   HASCISC:   E'   un   estratto   dalla   canapa   indiana   di   cui   contiene   in   forma   molto   concentrata   i   principi   attivi.   Ha   gli   stessi effetti della canapa (vedi). OPPIO:   E'   il   lattice   raccolto   dalla   capsula   del   papavero   da   oppio   e   serve   come   base   per   l'estrazione   delle   morfina   e   per   la fabbricazione dell'eroina. PLACEBO:   E'   una   sostanza   senza   effetti   farmacologici   di   per   se   (talco,   mollica   di   pane,   acqua,   ecc.)   che   manifesta   degli   effetti solamente interagendo con la psiche del paziente. PSICOSTIMOLANTI: Sostanze con effetti eccitanti che comprendono: amfetamine, cocaina, crack, metilfenidato, caffeina, ecc. 1.4 Quali effetti hanno le droghe? Le   droghe   si   differenziano   per   i   loro   effetti   e   possono   anzi   essere   classificate   in   tre   grandi   gruppi   che,   ispirandosi   al   gergo anglosassone, possono essere denominate: "giù", "su" e "del viaggio". -   Le   droghe   "giù"   sono   tipicamente   rappresentate   dagli   oppiacei   (oppio,   morfina,   eroina),   ed   ottundono   sia   gli   stimoli   esterni   che gli   stimoli   interni   sgradevoli   quali:   dolore,   angosce,   paure   e   la   stessa   urgenza   del   sesso,   assicurando   perciò   un   "piacere negativo".   Il   soggetto   cade   in   uno   stato   di   beatitudine   sonnolenta   che   è   preceduta,   nel   caso   dell'eroina   endovena,   da   una   fase assai   breve   di   intensissima   euforia,   paragonata   spesso   a   quella   dell'orgasmo   sessuale   e   chiamata   in   gergo   "flash"   o   "sballo". Alle   droghe   "giù"   appartengono   anche   i   barbiturici   e   gli   ipnosedativi   in   genere,   che   inducono   il   sonno   e   favoriscono   una   forte sedazione   diurna,   pur   senza   togliere   il   dolore.   Taluno   vorrebbe   includere   tra   le   droghe   "giù"   anche   gli   antinevralgici   e   gli ansiolitici che, in effetti, tendono ad essere abusati. -   Tra   le   droghe   "su"   vanno   collocate   cocaina   e   amfetamine;   tali   sostanze   assicurano,   infatti,   un'altissima   eccitazione,   che   si traduce   nella   tendenza   del   soggetto   a   muoversi   e   a   parlare   ininterrottamente   trascurando   fame   e   sonno.   In   quanto   ottundono   il senso della fatica sono alla base del "doping" sportivo, con efficacia assai dubbia. -   Le   "droghe   del   viaggio",   tipicamente   rappresentate   dall'LSD,   sono   così   chiamate   perché   tendono   a   far   cadere   il   soggetto   in una   realtà   magica,   che   viene   per   l'appunto   vissuta   come   un   "trip"   o   "viaggio",   nel   mondo   inesplorato   della   psiche.   L'assunzione di   LSD   induce   un   bombardamento   di   sensazioni   che   appaiono   inedite   e   per   la   loro   straordinaria   intensità   e   per   la   loro   estrema frequenza   e   mutevolezza   e   per   la   loro   deformazione.   Anche   se   tatto   e   udito   non   sono   risparmiati,   è   l'organo   della   vista   il   più interessato:   i   colori   appaiono   di   una   straordinaria   vivacità,   i   contorni   delle   figure   tendono   a   diventare   curvilinei,   le   immagini planari   assumono   carattere   di   tridimensionalità   ed   il   proprio   corpo   appare   sfigurato.   Anche   in   assenza   di   ogni   stimolo   esterno passano   davanti   agli   occhi   immagini   policrome   che   possono   financo   organizzarsi   in   disegni   di   geometrica   eleganza;   persino   i suoni possono tradursi in immagini colorate (sinestesia). -   I   derivati   della   canapa   sono   difficilmente   classificabili,   perché   i   loro   effetti   sono   complessi.   Inizialmente   procurano   una beatitudine   rilassata,   spesso   punteggiata   da   scoppi   di   ilarità   incontrollata,   cui   segue   un   acuirsi   di   tutte   le   sensazioni   pari   a   quelle di un "viaggio" in miniatura. - Se un eroinomane non assume eroina cosa succede? Ha una crisi di astinenza. -   Perché   ?   L'organismo   di   un   eroinomane,   per   difesa,   non   produce   più   endorfine   in   quanto   riceve   eroina   dall'esterno.   Se   ad   un dato   momento   e   per   diverse   ragioni   (mancanza   di   soldi   per   acquistarla,   impossibilità   di   reperirla,   impossibilità   di   assumerla   o volontà   di   non   assumerla)   l'eroinomane   non   assume   eroina   i   suoi   recettori   (inibitori)   risultano   vuoti   e   non   bloccano   più   nulla   per cui si scatena una reazione eccitatoria (tremori, febbre, contrazioni muscolari, vomito, diarrea, senso di dolore) che costituisce la sindrome d'astinenza. 1.5 Il metadone Il   metadone   è   un   composto   di   sintesi   che   ripete   quasi   in   tutto   gli   effetti   dell'eroina   pur   non   inducendo   il   caratteristico   "sballo".   La terapia   disintossicante   prevede   che   il   soggetto   si   rechi   ogni   giorno   ad   un   centro   specializzato   per   assumere,   alla   presenza   di   un responsabile, la propria dose di metadone generalmente come sciroppo. All'utilizzo    del    metadone    sono    state    poste    numerose    obiezioni    tecniche    ed    ideologiche:    il    recupero    sociale    è    andato progressivamente   scemando   negli   anni;   malgrado   ogni   attenzione,   il   metadone   finisce   con   l'essere   venduto   sul   mercato   nero; moltissimi soggetti in trattamento metadonico continuano ad usare, seppure in dosi minori, l'eroina. Si   sta   facendo   perciò   ora   strada   l'orientamento   di   riservare   il   metadone   ai   tossicomani   inveterati   che   sono   incorsi   più   volte   nelle maglie della giustizia e che hanno resistito ad ogni altro approccio terapeutico. - Il metadone è meno pericoloso dell'eroina? La   tossicità   è   la   stessa,   solo   che   il   metadone   viene   somministrato   puro,   sotto   controllo   medico   e   in   un   determinato   dosaggio mentre   l'eroina   è   acquistata   per   la   strada,   è   adulterata   e   assunta   senza   alcun   controllo.   Il   metadone   poi   è   assunto   per   bocca mentre l'eroina per endovena, con tutti i pericoli derivati da possibili infezioni da siringa o da sostanze da taglio. - Per quale ragione si usa il metadone? L'uso    del    metadone    è    giustificato    dal    possibile    aggancio    del    tossicodipendente,    soggetto    generalmente    molto    difficile    da "curare",   per   il   quale   deve   essere   ricercata   una   terapia   adatta   che   può   variare   da   soggetto   a   soggetto.   Stabilire   questa   terapia può   richiedere   un   tempo   anche   lungo,   mal   sopportato   dal   tossicodipendente   che   non   ha   la   volontà   di   affrontarlo.   Il   metadone   lo aiuta   a   superare   questo   periodo.   In   Italia   però   l'utilizzo   del   metadone   spesso   non   ha   tanto   questo   scopo,   quanto   quello   di "stabilizzare"   (v.   glossario)   oppure   è   usato   per   finte   terapie   "a   scalare"   (ridurre   progressivamente   la   quantità   fino   a   zero).   Molte statistiche mondiali indicano come minima la possibilità per il tossicodipendente in terapia metadonica di "guarire". - Che cos'è la disintossicazione? Per   disintossicazione   si   intende   di   solito   quel   processo   di   sottrazione   della   droga   condotta   con   tale   gradualità   (in   genere   2-3 settimane)   da   impedire   il   manifestarsi   clamoroso   della   sindrome   fisica   di   privazione.   Essa   è   perciò   necessaria   per   gli   oppiacei, per   i   barbiturici   e   per   l'alcool   e   normalmente   va   svolta   in   ambiente   ospedaliero.   La   disintossicazione   peraltro   può   anche   essere praticata   sospendendo   immediatamente   la   droga   e   somministrando   tranquillanti   e   medicamenti   sintomatici   dei   vari   disturbi.   Il processo    di    disintossicazione    è    facile    da    praticare    ma    è    altresì    inutile    se    non    viene    associato    ad    un    definito    piano    di ristrutturazione psichica.
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